C’è Milan-Juventus, la freschezza rossonera contro l’abitudine a vincere di CR7

Il Milan sta cercando, faticosamente, di uscire da un paradigma. Quello di squadra sedimentata su se stessa, costretta a vincere ma che non può farlo anche a causa di giocatori che non sono in grado di dare quel qualcosa in più con la maglia. Dopo anni di problemi, di difficoltà evidenti, qualcosa è cambiato. Merito di Pioli, sicuramente, ma anche di un San Siro che vuoto fa certamente meno paura di 60-70 mila spettatori che al primo passaggio sbagliato inizia a fischiarti con vigoria.

LA FRESCHEZZA DEL MILAN – Non è solamente un possibile vantaggio. È davvero qualcosa che può dare quella spinta in più. Oltre a Ibrahimovic, comunque assente stasera, i rossoneri sono una delle squadre più giovani d’Europa. Dal portiere Donnarumma, il migliore della sua generazione, a una serie di profili terribili. Kessie gioca in Italia da moltissimo tempo ma ha appena compiuto 24 anni, Theo Hernandez è uno dei top europei e deve solo certificarne lo status, Leao sta sbocciando mentre Rebic è il guastatore che può fare quel che vuole.

L’ABITUDINE A VINCERE – Così il manipolo di ragazzetti di Pioli si scontra con un vero e proprio esame di maturità. Perché Cristiano Ronaldo è il Re che non vorrebbe abdicare con un girone (e spiccioli) di vantaggio. E anche il principale trascinatore rimane ai box a causa degli infortuni delle scorse settimane. I bianconeri sbagliano raramente la partita difficile, quasi mai due di fila. Così dopo la Fiorentina è arrivato il 4-1 all’Udinese, ma senza una vittoria c’è il rischio di essere risucchiati nella bagarre di metà classifica, ben distanti dalla prima posizione.

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