Juventus, non solo Cristiano Ronaldo: la top 11 dell’era Paratici (e Marotta)

Undici anni, diciannove trofei. Una falsa partenza, poi sempre almeno un titolo, nove volte su dieci lo Scudetto. Con l’addio a Fabio Paratici, si chiude una vera e propria era per la Juventus. Per lunghi anni condivisa col mentore Giuseppe Marotta, salvo separarsi nel 2018. Tantissimi gli acquisti che hanno fatto la storia del club bianconero: abbiamo provato a delineare una top 11 di questi anni comunque indimenticabili. Da condividere, in gran parte, con lo stesso Marotta.

Portiere: Wojciech Szczesny – Il portiere più presente nell’era Paratici-Marotta è stato, in realtà, Gianluigi Buffon. Che però era già alla Juventus prima del loro arrivo. Così, la scelta è pressoché obbligata: per il polacco, 135 presenze e tre scudetti con la Vecchia Signora.

Difesa: Andrea Barzagli, Leonardo Bonucci, Matthijs De Ligt – La difesa sarebbe la BBC. Come Buffon, però, anche Chiellini c’era già. Così ecco De Ligt, peraltro colpo firmato da Paratici dopo l’addio del proprio mentore. Poi inevitabile Barzagli, arrivato praticamente a parametro zero, e Bonucci: comprato due volte, la prima dal Bari, la seconda dal Milan. Da menzionare, su tutti, Danilo, soprattutto per l’ultimo anno.

Esterno destro: Juan Cuadrado – Anche il colombiano è arrivato sotto la gestione combinata Marotta-Paratici. Nel 2015, per la precisione: 220, 19 gol e una quantità impressionante di assist dopo, impossibile non sostenere che sia stato un colpo indovinato. Da menzionare: Dani Alves e Joao Cancelo, anche se sono durati entrambi (troppo) poco.

Centrocampo: Arturo Vidal, Andrea Pirlo, Paul Pogba – Del centrocampo storico, resta fuori soltanto Marchisio, cresciuto in bianconero. La cerniera mezzo non può che essere quella degli anni d’oro, con buone probabilità il miglior centrocampo visto nel campionato di Serie A nell’ultimo decennio. Mai ripetuto, anche dalla stessa Juve. Da menzionare, i più immediati successori: Miralem Pjanic, Sami Khedira e Blaise Matuidi. Meno semplice pescare in questa stagione, anche se va dato atto a Paratici dell’intuizione Weston McKennie.

Esterno sinistro: Federico Chiesa – Colpo del piacentino, che l’ha fortemente voluto a Torino. Come nel caso di De Ligt, mettendo anche in conto qualche critica (eccessiva) per il costo del cartellino. I risultati gli hanno dato ragione, e l’ex Fiorentina è risultato il miglior giocatore di questa stagione, decisivo nei momenti decisivi. Da menzionare, Alex Sandro, colonna a sinistra da anni, e Kwadwo Asamoah, freccia dei primi anni gloriosi.

In attacco: Carlos Tevez e Cristiano Ronaldo – Ci sono esclusi eccellenti. Due argentini su tutti: Paulo Dybala è il 10 di questa Juve, il giocatore che più fa innamorare. Gonzalo Higuain è stato un bomber implacabile. Non si può, però, non inserire Cristiano Ronaldo, il colpo del secolo che ha peraltro segnato la definitiva frattura tra Paratici e Marotta. E poi, Carlitos: il primo vero salto di qualità, quello che l’ha portata a correre per vincere la Champions, la Juve l’ha fatto con l’Apache.

In panchina: Antonio Conte – A sorpresa, ma non troppo. Perché l’allenatore più vincente, numeri alla mano, è Massimiliano Allegri. Ma l’era Paratici-Marotta nasce soprattutto con l’intuizione di puntare sull’ex capitano, il tecnico che ha rialzato Madama dopo due settimi posti consecutivi e poi l’ha abbandonata un pomeriggio di mezza estate. Storia simile a quella di questi giorni, tra l’altro.

La top 11 dell’era Paratici-Marotta (3-5-2): Szczesny; Barzagli, Bonucci, De Ligt; Cuadrado, Vidal, Pirlo, Pogba, Chiesa; Tevez, Ronaldo. Allenatore: Conte.

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