Roma, l’Asl ‘salva’ Fonseca ma resta comunque in emergenza

Roma, l’Asl ‘salva’ Fonseca ma resta comunque in emergenza

Molti scherzando hanno definito il campionato in corso “Serie Asl”, ma si sa: tante volte ironizzando si dice la verità. Prendiamo la Roma ad esempio. La sosta per le nazionali ha messo a dura prova le coronarie di Fonseca che fino alle 20 di ieri sera contava 12 assenze e non di giocatori qualunque, tutti titolari. Poi l’Asl ha sancito per i giallorossi la bolla domiciliare per 14 giorni con la concessione del solo tragitto casa-lavoro-casa che permette ai Nazionali rientrati ieri ed entrati in contatto con dei positivi nelle rispettive selezioni, di partire per Reggio Emilia, dove domani la Roma sfiderà il Sassuolo. Ecco che Fonseca allora riacquista improvvisamente 5 calciatori: Dzeko, Spinazzola, Pellegrini, El Shaarawy e Mancini. Quest’ultimo il più importante, perché insieme a Fazio rappresenta l’unico centrale a disposizione del tecnico (Jesus non è ancora al meglio dopo il Covid). L’infermeria, infatti, continua a non svuotarsi, disattendendo anche le previsioni dell’allenatore giallorosso prima della sosta quando aveva dato quasi per scontata la presenza di Smalling e Veretout alla ripresa del campionato. Entrambi, però, continuano a lavorare individualmente e anche se dovessero svolgere la rifinitura oggi a Trigoria (improbabile) potrebbero strappare al massimo la convocazione per avere qualche minuto nel secondo tempo di Reggio Emilia qualora servisse.

Lo stesso discorso si può estendere a Cristante, il quale non riesce ancora ad allenarsi in gruppo per un fastidio al pube che la Roma sta gestendo senza forzare i tempi per paura che si trasformi in una pubalgia. L’obiettivo, o forse sarebbe meglio dire, la speranza, è quella di riaverli per la gara di giovedì prossimo in Europa League con l’Ajax. Ci proverà anche Mkhitaryan per l’8 aprile, ma per l’armeno si tratta di una vera e propria corsa contro il tempo considerata la lesione al soleo. Di tutt’altre tempistiche, invece, avrà bisogno Kumbulla, per il quale la stagione è già finita. Per questo la formazione di domani contro il Sassuolo sarà più che rimaneggiata. E se Pau Lopez verrà confermato in porta, lo stesso non si può dire della retroguardia che vedrà Spinazzola abbassarsi a fare il centrosinistra con Fazio al centro e Mancini a destra. Sulle fasce Bruno Peres si adatterà sull’asse mancino con Karsdorp dall’altra parte e la coppia Diawara-Pellegrini al centro. In attacco, invece, spazio al tridente spagnolo con Pedro, Carles Perez e Borja Mayoral perché a El Shaarawy e Dzeko toccherà giovedì in Europa.

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Fiorentina, Iachini: «Non pensavo di tornare. Sono sempre rimasto legato a giocatori e società»

Nel giorno della sua prima conferenza dal suo ritorno in viola, alla vigilia della sfida contro il Genoa, il tecnico della Fiorentina, Giuseppe Iachini, ha risposto anche a una domanda sul suo pensiero di tornare a Firenze in questi mesi: «No, non ci pensavo. Sono rimasto legato al gruppo, ai giocatori, alla società. Pensavo le cose potessero andare meglio, così non è stato ed è arrivata la chiamata della società. Come l’anno scorso non ho potuto dire di no, mi auguro di poter capire cosa non va per poter dare il mio contributo per risalire la classifica».

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Italia Under 21 tra Europei e giovani in Nazionale A. Rivedi le parole di Nicolato in conferenza

Italia Under 21 tra Europei e giovani in Nazionale

Intervenuto in conferenza stampa alla vigilia dell’esordio nell’Europeo Under 21, il ct Paolo Nicolato ha analizzato così gli impegni della prossima settimana: «La Repubblica Ceca è una squadra con una identità precisa, molto matura e decisamente più esperta di noi, con tanti ’98. Gioca un calcio adulto e di grande dinamismo, sarà una partita tosta. Li abbiamo studiati e abbiamo lavorato ad alcune contromosse, ma il tempo è poco. Abbiamo perso diversi calciatori per infortunio, penso per esempio a Pinamonti, il nostro capitano, che non ha potuto rispondere alla convocazione, ma non solo a lui».

Rivedi il video con le parole di Nicolato!

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Morata: «CR7 al Real Madrid? Non ne parliamo. Ma entrambi siamo felici alla Juventus»

Dal ritiro della Nazionale spagnola, l’attaccante della Juventus Alvaro Morata ha parlato a El Larguero toccando diversi temi legati all’attualità del mondo bianconero, su tutti il futuro suo e quello di Cristiano Ronaldo: «E’ stato un anno complicato, alcuni piccoli dettagli ci hanno lasciato fuori dalla Champions come l’errore dopo 1 minuto o al 90esimo, il rigore non dato… E’ colpa di tutti. Sono piccoli dettagli, se io per esempio avessi segnato di testa saremmo ai quarti. Sono dettagli e vediamo il lato positivo, abbiamo vinto la Supercoppa e abbiamo una finale di Coppa Italia da giocare. Il campionato è sempre difficile, dopo 9 anni di successi questa è una stagione di cambiamenti.»

Le critiche a Cristiano Ronaldo? «Ci hanno criticato a tutti. Ci da fastidio, ovvio. Sono il primo a sapere delle critiche e Cristiano anche. Io non devo spiegare chi è Cristiano, lui cerca sempre di difendere la maglia della Juventus. Siamo una squadra e ripeto, con la vittoria della Supercoppa e magari della Coppa Italia non sarebbe una brutta stagione».

Se credo ad un suo ritorno al Real Madrid? «Sono sincero, parliamo di tutto ma non di calcio. Stiamo tanto insieme sul campo parlando di pressing e tattica, poi quando usciamo non parliamo di calcio. Parliamo di attualità, del mondo, delle cene… Non sembra tranquillo? Magari dà questa sensazione perché è uno abituato a giocare le finali di Champions. Ma sarebbe stato uguale in un altro club, non è un problema della Juve. E’ contento del gruppo ma è uno abituato a vincere, quindi è normale che sia arrabbiato. Io penso sia felice alla Juventus e voglio che resti perché la Juventus deve avere i migliori al mondo».

Il mio futuro? «Quando sei in prestito e ci sono tanti club la tua opinione conta poco… Ero felice all’Atletico, sono felice alla Juventus. Ho un contratto, alla fine dell’anno mi diranno qualcosa a riguardo. Per ora non ho parlato con la società di questo. Io sono felice alla Juventus, siamo all’inizio di un nuovo progetto e sono felice lì».

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Milan, aumenta la concorrenza per Emerson Royal. Anche il Bayer Leverkusen sul terzino

Milan, aumenta la concorrenza per Emerson Royal. Anche il Bayer Leverkusen sul terzino

Milan, aumenta la concorrenza per Emerson Royal. Anche il Bayer Leverkusen sul terzino

Il Milan continua a essere vigile sul mercato per quel che riguarda i terzini. Emerson Royal del Betis Siviglia è uno degli obiettivi di Paolo Maldini e di tutta la dirigenza. Come riportato da France Football, anche il Bayer Leverkusen pare abbia messo gli occhi sull’esterno brasiliano. Una concorrente in più per il Milan. A giugno i rossoneri si daranno da fare sul mercato per quel che riguarda i terzini, vedremo se Emerson Royal arriverà al Diavolo oppure no.

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Inter, scende in campo la diplomazia

Ore convulse in casa Inter dopo la decisione dell’ATS di Milano di bloccare ogni attività sino al 21 di marzo e contestualmente di obbligare la Lega di Serie A allo spostamento della gara contro il Sassuolo. La diplomazia nerazzurra sarà al lavoro nelle prossime ore per far rispettare alle Federazioni coinvolte il divieto di espatrio imposto dall’ente sanitario milanese per contenere la possibile portata del contagio, anche se non sarà semplice venire a capo della situazione. Se in molti casi la “controparte” non ha opposto nessun genere di resistenza, come per esempio accaduto con la Danimarca per Eriksen che ha già provveduto a convocare un sostituto, in altre circostanze servirà riuscire ad arrivare ad un compromesso. Il caso più eclatante è quello legato alla Federazione Croata che ha già manifestato la ferra volontà di fare quanto possibile per poter contare sulle qualità di Brozovic e Perisic.
Un lavoro diplomatico che spetterà alla dirigenza, i cui componenti ad eccezione di Beppe Marotta si sono nel frattempo tutti negativizzati dopo il contagio di qualche settimana fa. In attesa della sosta e di buone notizie dall’infermeria.

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Torino, due possibili variazioni in vista della Samp

Dopo il successo ottenuto contro il Sassuolo, in casa Torino si guarda già con grande attenzione al prossimo impegno di campionato previsto contro la Sampdoria di Ranieri. Per instaurare una serie di risultati positivi contro un avversario tanto ostico, i granata potrebbero confermare quasi in blocco l’undici che ha preso il via nel recupero di qualche giorno fa, andando ad ipotizzare variazioni solo per quanto riguarda il reparto avanzato. Soprattutto il profilo di Simone Zaza sembra essere quello favorito per andare a scardinare la presunta titolarità acquisita della coppia Belotti-Sanabria: il momento positivo dell’attaccante lucano potrebbe suggerire a Nicola di puntare su di lui lasciando in panchina il neo acquisto di gennaio. Probabile anche una conferma dal primo minuto per Vojvoda, dopo che nell’ultima partita era partito dalla panchina, a dispetto di Ansaldi che potrebbe di conseguenza essere impiegato solo a gara in corso.

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Napoli, Manolas verso il pieno recupero: il grande ex vuole esserci a Roma

Non solo il pieno recupero di Hirving Lozano ed una crescita generale della condizione del gruppo. Alla seconda settimana tipo agli ordini di Gattuso, può considerarsi recuperato anche Kostas Manolas. Il greco non parte titolare da oltre un mese: il 6 febbraio, sul campo del Genoa, riportando una distorsione alla caviglia. Da quel momento è rimasto out per tre gare (Juventus, Atalanta e Benevento) per ritrovare il campo nel brutto finale di gara col Sassuolo, evidentemente non ancora pronto, causando il calcio di rigore dell’incredibile pareggio a tempo scaduto.

Da quel momento panchina col Bologna, poi un nuovo contrattempo fisico che gli ha fatto saltare il Milan, ma ora i problemi fisici sembrano essere alle spalle. Il difensore greco è regolarmente in gruppo, s’è allenato anche nei due giorni di riposo di inizio settimana concessi da Gattuso e spinge per esserci all’Olimpico, contro la sua ex squadra. I prossimi giorni saranno decisivi per il ballottaggio con Maksimovic, ma – nonostante lo scetticismo sulla coppia con Koulibaly – il Napoli col greco ed il senegalese ha i numeri difensivi migliori: 15 partite giocate insieme ed appena 11 gol incassati, una media di gran lunga inferiore a quella della squadra che va sopra un gol di media preso a partita.

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Massimo sforzo per un Milan dimezzato, ma Pogba interrompe il cammino in Europa

Amarezza e delusione sul volto di tanti giocatori del Milan. La sconfitta contro il Manchester United ha decretato la fine del percorso europei dei rossoneri, ma la prestazione è stata coraggiosa. Un Milan che si è presentato alla partita senza l’intero reparto d’attacco, è rimasto in gara fino all’ultimo ma è uscito a causa di una disattenzione difensiva che ha permesso a Pogba di battere Donnarumma. Resta il problema del gol, la squadra di Pioli segna pochissimo, ma senza Rebic, Leao, Mandzukic e con Ibra a mezzo servizio, era complicato fare di più: “E’ un’eliminazione che dispiace, nelle due gare abbiamo giocato da grande squadra. Dovevamo segnare nel primo tempo, sarebbe cambiato il nostro percorso. Peccato, abbiamo fatto tanto per arrivare fin qua, credo la squadra meritasse. Andava messo qualcosa in più e non ci siamo riusciti», ha commentato l’allenatore Stefano Pioli dopo l’eliminazione. Il Milan è stato sconfitto in cinque delle ultime sei partite casalinghe in competizioni europee contro un’avversaria inglese, dopo essere rimasto imbattuto in tutte le precedenti 13. Inoltre il Manchester United ha eliminato il Milan negli ultimi due incroci europei, dopo che la squadra rossonera aveva passato il turno in tutti i quattro precedenti.
Al Milan ora non resta altro che il campionato. Tutte le energie andranno impiegate nel raggiungimento del posto Champions. “Ansia no, difficoltà sì. Le prime sette squadre sono molto forti, essere lì a giocarsela vuol dire tanto – ha detto Pioli -. Abbiamo la possibilità di sfruttare le settimane piene e fare le undici gare con grande spirito. Non sarà un obiettivo facile da raggiungere ma abbiamo le qualità per poterlo fare». A Firenze sarà una gara fondamentale per andare alla sosta con serenità.

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Le pagelle della Juventus – Ronaldo un fantasma, Chiesa show non è abbastanza

Szczesny 5.5 Le conclusioni degli avanti del Porto sono delle saette ma le incolla tutte sui guantoni. Il gol che prende è su rigore, incolpevole. Però sulla punizione di Oliveira arriva tardi, impreparato, inattesa.

Cuadrado 6.5 Un distributore automatico di cross pericolosi. Morata non lo sfrutta, Chiesa sì, Ronaldo no. E via discorrendo. S’infortuna pure, e dire che non era al top, ma stringe i denti e continua a lanciare, e a correre, e a sprintare.

Demiral 5.5 Kuipers è ben più che fiscale in occasione del rigore. Però l’intervento è ingenuo, frettoloso, pericoloso, decisivo. Poi riparte, si risveglia e la sua gara prende un’altra piega. Ma l’irruenza in certi frangenti rischia d’esser peccato capitale.

Bonucci 6.5 L’impressione è che persa la spalla, Chiellini o De Ligt, non riesca a ricoprire al meglio il ruolo di primo violino in difesa. Però in impostazione il lancio per il gol del pari è quello del solito splendido regista arretrato. (dal 75′ De Ligt 6 Prende il posto di uno stremato Bonucci e col Porto in dieci, deve metter muscoli e qualità al servizio della Maginot difensiva bianconera)

Alex Sandro 5.5 Da centrale contro la Lazio ha giocato una partita sorprendente e sontuosa. Soffre Corona che è veloce e sgusciante. Il solito menù, meglio in spinta e peggio in difesa. Ma quanto ai supplementari tiene bene Marega in area, prima che poi la Juve decida di farsi male da sola.

Chiesa 7.5 Il ragazzo copertina della nuova Juventus. Due gol che son due meraviglie, oltre alle indiscusse qualità tecniche sta diventando un giocatore di una personalità impressionante. Trascinatore e leader. (dal 101′ Bernardeschi 5.5 Entra ma non incide come e quanto vorrebbe)

Arthur 6.5 Torna dopo l’infortunio e per come inizia la gara sembra acqua benedetta sui peccati stagionali della Juventus. Tutte le azioni passano dai suoi piedi. Indispensabile per Pirlo, inamovibile per la Juventus. (dal 101′ Kulusevski 6 L’impatto è di quelli che si fanno sentire. Però una volta arrivato al dunque non riesce a bucare Marchesin)

Rabiot 5 La quiete dopo la saetta. Contro la Lazio le grida ‘al fenomeno’, stavolta rientra nell’alone di mediocrità che a lungo l’ha sempre avvolto. Un solo squillo che è la sveglia del 3-2. Ma suona troppo tardi, per lui e per la Juventus)

Ramsey 4.5 Dovrebbe giocare esterno, dovrebbe giocare tra le linee, dovrebbe creare superiorità numerica, dovrebbe saltare l’uomo. La sua partita è riassunta in una parola. Dovrebbe. (dal 75′ McKennie 6 Entra e lo fa bene. S’inserisce tra le linee, allarga un Porto affaticato, allargandone le maglie)

Morata 5 La Juventus lo cerca, i compagni lo spronano, gli esterni lo cercano. Però l’appuntamento col gol fatica a trovarlo, a differenza di quanto accaduto contro la Lazio.

Cristiano Ronaldo 4.5 Una sponda per Chiesa. E basta. All’andata aveva evitato la palma del peggiore per il disastro di Bentancur. Stavolta nessuno è stato capace di far peggio di lui. E’ arrivato per vincere la Champions: fallisce ancora.

Pirlo 5.5 La Juventus non gioca bene. E’ ancora nell’onda della prestazione che va, di quella che viene, di quella che sbaglia e di quella che stona. S’aggrappa ai singoli, stavolta è Chiesa e non Ronaldo. Non basta. E l’Europa finisce agli ottavi.

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